Il mio podcast collabora con il web store di Japanfiles.com
Nel loro archivio tutte le ultime novità dal panorama musicale giappo al prezzo di un caffè(1 dollaro USA)
ziodonato on marzo 16 2010
ziodonato on dicembre 30 2011
La storica rivista italiana dedicata alla musica, cinema, libri, politica, attualità sta attraversando un brutto periodo, ma tu puoi dare un piccolo contributo abbonandoti. Basta poco, che ce vo’?
ziodonato on luglio 30 2011
Video di un bello che non si può descrivere a parole per uno dei miei gruppi preferiti (non solo tra i danesi). Art Er Taft, il loro ultimo lavoro, è uscito nell’ inverno del 2010, ed è un capolavoro. Presto nel mio podcast :-)
ziodonato on giugno 17 2011
Uno dei tanti “singoloni radiofonici” dal suo ultimo album Satan i gatan (2011). Candidato ad un posticino nella mia personale top ten dei dischi di quest’anno? Chissà…
ziodonato on aprile 10 2011
La band argentina ha reso disponibile per il download gratuito l’ EP che ha anticipato il loro ultimo album “Al Final, El Parque”: UN PEQUEÑO RELATO. Per scaricarlo, fate click sul link seguente;
http://www.hamacasalrio.com.ar/ep/hamacas_prelato_liniers.zip
ziodonato on marzo 3 2011
Ritrovata la serenità per registrare un nuovo episodio riprendo dirattamente dalla mia personale classifica del 2010. Ci ascoltiamo infatti un brano tratto dal nuovo, delizioso disco di Säkert!: Facit. Passiamo poi ad una delle mie musiciste preferite: l’ africana Manou Gallo!! Ci si sposta in seguito ad est con gli indonesiani Judé. Nel finale vesto i panni del vecchio saggio ricordandovi di partecipare all’ iniziativa “Voce Alla Rivolta” (http://dituttumpodcast.wordpress.com/2010/12/16/voce-alla-rivolta/) e facendovi la morale. Chiudono i nostri amici Deviation con le solite molotov sonore lanciate contro Lukashenko ;-)
Playlist:
Säkert! – Dansa Fasten;(Svezia)
Manou Gallo – Desert; (Costa D’Avorio)
Judé – Mauku Maumu; (Indonesia)
Deviation – Guerrilla Urbana (Bielorussia)
Abbonati al feed (podomatic)!!!
intro: http://magnatune.com/artists/albums/holowach-elements/;
background music: http://www.jamendo.com/it/album/5460;
ziodonato on gennaio 6 2011
La webzine Indonesiana Deathrockstar ha catalogato sotto un unico post tutti gli mp3 messi a disposizione nel 2010 sul loro sito perr il download. I brani sono tutti distribuiti dai rispettivi siti web delle labels indicate, quindi sono perfettamente legali e gratuiti. Il catalogo è suddiviso in sezioni: in cima trovate le produzioni interne alla scena indonesiana (e quindi quella che più mi interessa), seguono le sezioni dedicate ai vari artisti indonesiani che godono di un certo interesse anche al di fuori del proprio suolo (Sarasvati e Homogenic tra gli altri) ed infine gli mp3 di artisti internazionali ospitati su http://deathrockstar.info . il materiale è davvero tanto e tra i files si trovano anche un paio di mixtapes e raccolte, quindi mi permetto di fare una piccola selezione giusto per stuzzicare la vostra curiosità verso una delle scene musicali che ritengo tra le più interessanti, ricordandovi che il link alla pagina dello scaricone è: http://deathrockstar.info/drs-2010-mp3-download-collection-roundup/. Buon ascolto!
(tasto destro e “salva con nome” sui link):
Rafika Duri – Tersiksa Lagi (DTX Remix)
The Porno – Hantamku Gerak Gerilya
Buckskin Bugle – Langkah Penuh Harap
Luky Annash – Bajingan Ibukota
ziodonato on dicembre 29 2010
E’ tempo di fare un piccolo e personalissimo bilancio sulle uscite del 2010. La seguente “classifica” è stilata seguendo sostanzialmente tre criteri: quante volte ascolto il cd/mp3, quanto tempo resta nel mio lettore, quante canzoni di ognuno ho imparato a memoria. Clickando sui titoli verrete ricondotti al filmato su Youtube di un brano (da me) scelto per ogni album. L’ appuntamento con il prossimo episodio del mio podcast è rimandato ai primi giorni di Gennaio 2011, con la promessa di aggiornarlo il più frequentemente possibile. Nel frattempo auguro a voi e ai vostri cari un’ ottimo ultimo dell’anno ed un 2011 infinitamente migliore di quello che è stato il 2010.
Kanye West – My Beautiful Dark Twisted fantasy;![Kanye West - My Beautiful Dark Twisted Fantasy [2010]](http://www.ziodonato.it/wp-content/uploads/2010/12/Kanye-West-My-Beautiful-Dark-Twisted-Fantasy-2010.jpg)
Of Montreal – False Priest;
Roots – How I Got Over;
Mass Of The Fermenting Dregs- Zero Comma, Irotoridori no Sekai;
Säkert! – Facit;
Rökkurró – Í annan heim;
Nanowar Of Steel – Into The Gay Pride Ride;
Masshysteri – Masshysteri;
Black Angels – Phosphene Dream;
Von Pea – Pea’s Gotta Have It;
ziodonato on novembre 11 2010
Trio “electro pop” made in Quebec che ha fatto impazzire il Canada ed ora ci prova con l’ Euoropa (partendo dalla Francia, of course). Io sulla loro riuscita ci scommetterei.
ziodonato on novembre 8 2010
Dopo parecchie esitazioni mi decido a scrivere qualcosa sugli Zvuki Mu, e lo faccio per un semplice motivo: tenere un blog sulla musica internazionale e non dedicare un paio di righe a questo fondamentale gruppo non avrebbe alcun senso. Vogliate, quindi, perdonarmi sin da ora per le inevitabili imprecisioni ed idiozie presenti nell’articolo, io non sono un esperto nè mi sono mai spacciato come tale. Mi preme, comunque, suscitare la curiosità di voi che leggete verso uno dei gruppi che non dovrebbe mancare nel database di chiunque si dice minimamente interessato alla musica (rock ma non solo).
“Zvuki Mu” è il nome di un collettivo che, senza nulla togliere al resto della line-up, ruota intorno a due nomi: Petya Mamonov, anima e cuore del progetto, e Sasha Lipnitsky, senza il contributo (soprattutto economico) del quale il “Suono Della Musica” (Zviki Mu) non avrebbe mai potuto prendere vita, almeno non nel modo che ce li ha fatti conoscere ed apprezzare.
In effetti la particella “Mu” nel nome della band era originariamente inteso come l’abbreviazione della parola “musica”, ma con il tempo le sono stati attribuite differenti significati ed interpretazioni, tanto che “Mu” arriva a diventare un’ entità a se stante, quasi spirituale. Lo stesso Mamonov farà riferimento a “Mu” riferendolo contesti sempre diversi e sempre più difficili da definire. Per gli Zvuki Mu qualsiasi oggetto si trasforma in strumento musicale, ogni suono diventa melodia, l’artigianato diventa finalmente “arte”… ed il “Mini Mu” (un sintetizzatore costruito in casa) è forse la rappresentazione più efficace di ciò che intendo dire.
Zvuki Mu rappresenta un ottimo motivo per ringraziare piattaforme come Youtube di esistere, è infatti soprattutto grazie alle nuove tecnologie se molti ignorantelli occidentali come il sottoscritto possono godersi le loro incredibili esibizioni live. Infatti limitarsi ad ascoltare la musica del “Mu” vuol dire perdersi gran parte del suo significato, è solo da quelle che si può apprezzare la scrittura in perfetto “stile libero” dei loro pezzi, l’immenso genio artistico. Ogni clip che li vede protagonisti dovrebbe essere “visto”, a mio parere, in tre momenti diversi: la prima volta senza video, la seconda senza audio, la terza nel modo “convenzionale”.
A Mamonov non servono grosse scenografie per stupire il pubblico: il vero spettacolo è lui, con la sua mimica facciale caricaturale ed assurda, le sue performances “epilettiche” e la sua personalissima concezione dello “spazio” che lo porta spesso quasi a camminare sulle teste del pubblico. Ma Petya non è solo comicità e goliardia,non è un clown. Ogni cosa che dice e che fa ha un senso, ed i suoi testi (quei pochi in cui si capisce di cosa parli) sono intrisi di sangue, del suo passato criminale e del suo presente di incallito bevitore, della tradizione Sovietica e della sfacciataggine della gioventù moderna sempre pronta a ribellarsi.
Il loro primo disco, datato 1989, fu prodotto nientepopodimenochè da Brian Eno.
Verso il finire degli anni ’90 Il gruppo cambia più volte formazione, a cominciare dallo stesso Mamonov, ed è ancora attivo attualmente con i suoi vari tour. Petya Mamonov, invece, continua la sua carriera solista in teatro e partecipando a diverse produzioni cinematografiche (ovviamente soverchiando in personalità e capacità interpretativa gran parte degli attori “professionisti”).
Non mi è mai saltato in mente di dare una definizione al genere musicale degli Zvuki Mu, questo è un (gravoso) compito che lascio volentieri a voi… sappiate solo che per me non sono nemmeno “musica”, sono semplicemente…”MU”, appunto.
Dischi consigliati:
Zvuki Mu (1989);
Транснадежность (1991);
Мамонов и Алексей (1994);
Letture consigliate:
Tusovka. Rock e stili nella nuova cultura sovietica (A. Troitsky, 1990)
Dopo parecchie esitazioni mi decido a scrivere qualcosa sugli Zvuki Mu, e lo faccio per un semplice motivo: tenere un blog sulla musica internazionale non dedicare un paio di righe a questo fondamentale gruppo non avrebbe alcun senso. Vogliate, quindi, perdonarmi sin da ora per le inevitabili imprecisioni ed idiozie presenti nell’articolo, io non sono un esperto nè mi sono mai spacciato come tale. Mi preme, comunque, suscitare la curiosità di voi che leggeter verso uno dei gruppi che non dovrebbe mancare nel database di chiunque si dice minimamente interessato alla musica (rock ma non solo).
“Zvuki Mu” è il nome di un collettivo che, senza nulla togliere al resto della line-up, ruota intorno a due nomi: Petya Mamonov, anima e cuore del progetto, e Sasha Lipnitsky, senza il contributo (soprattutto economico) del quale il “Suono Della Musica” (Zviki Mu) non avrebbe mai potuto prendere vita, almeno non nel modo che ce li ha fatti conoscere ed apprezzare.
In effetti la particella “Mu” nel nome della band era originariamente inteso come l’abbreviazione della parola “musica”, ma con il tempo le sono stati attribuite differenti significati ed interpretazioni, tanto che “Mu” arriva a diventare un’ entità a se stante, quasi spirituale. Lo stesso Mamonov farà riferimento a “Mu” riferendolo contesti sempre diversi e sempre più difficili da definire. Per gli Zvuki Mu qualsiasi oggetto si trasforma in strumento musicale, ogni suono diventa melodia, l’artigianato diventa finalmente “arte”… ed il “Mini Mu” (un sintetizzatore costruito in casa) è forse la rappresentazione più efficace di ciò che intendo dire.
Zvuki Mu rappresenta un ottimo motivo per ringraziare piattaforme come Youtube di esistere, è infatti soprattutto grazie alle nuove tecnologie se molti ignorantelli occidentali come il sottoscritto possono godersi le loro incredibili esibizioni live. Infatti limitarsi ad ascoltare la musica del “Mu” vuol dire perdersi gran parte del suo significato, è solo da quelle che si può apprezzare la scrittura in perfetto “stile libero” dei loro pezzi, l’immenso genio artistico. Ogni clip che li vede protagonisti dovrebbe essere “visto”, a mio parere, in tre momenti diversi: la prima volta senza video, la seconda senza audio, la terza nel modo “convenzionale”.
A Mamonov non servono grosse scenografie per stupire il pubblico: il vero spettacolo è lui, con la sua mimica facciale caricaturale ed assurda, le sue performances “epilettiche” e la sua personalissima concezione dello “spazio” che lo porta spesso quasi a camminare sulle teste del pubblico. Ma Petya non è solo comicità e goliardia,non è un clown. Ogni cosa che dice e che fa ha un senso, ed i suoi testi (quei pochi in cui si capisce di cosa parli) sono intrisi di sangue, del suo passato criminale e del suo presente di incallito bevitore, della tradizione Sovietica e della sfacciataggine della gioventù moderna sempre pronta a ribellarsi.
Il loro primo disco, datato 1989, fu prodotto nientepopodimenochè da Brian Eno.
Verso il finire degli anni ’90 Il gruppo cambia più volte formazione, a cominciare dallo stesso Mamonov, ed è ancora attivo attualmente con i suoi vari tour. Petya Mamonov, invece, continua la sua carriera solista in teatro e partecipando a diverse produzioni cinematografiche (ovviamente soverchiando in personalità e capacità interpretativa gran parte degli attori “professionisti”).
Non mi è mai saltato in mente di dare una definizione al genere musicale degli Zvuki Mu, questo è un (gravoso) compito che lascio volentieri a voi… sappiate solo che per me non sono nemmeno “musica”, sono semplicemente…”MU”, appunto.
Dischi consigliati:
Zvuki Mu (1989);
Транснадежность (1991);
Мамонов и Алексей (1994);
Letture consigliate:
Tusovka. Rock e stili nella nuova cultura sovietica (A. Troitsky, 1990)